lunedì 31 marzo 2008

Una domenica insieme all'oste


Ieri complice una bella domenica primaverile, ne abbiamo approfittato per una passeggiatina al lago di Castel Gandolfo e "pranzetto" a Grottaferrata da L' Oste della Bonora. Eravamo in 3, io, Luca e mio suocero, siamo stati benissimo, l'ospitalità di Massimo e la bravura e simpatia di Marisa hanno contribuito a farci passare una bellissima domenica. Abbiamo iniziato con un assaggio di trippa per tutti (all'unanimità una delle più buone mai mangiate). Gli altri due proseguono con un'amatriciana in cornucopia (tagliolini all'amatriciana con sugo perfetto e tirato presentati dentro un cono di parmigiano) e una cacio & pepe, io invece mi delizio con uno stinco di maiale al forno aromatizzato al finocchietto, cottura perfetta, carne morbida e saporita al punto giusto, solo le patate di contorno un po' troppo condite. Prima degli altri due secondi ci arriva dalla cucina un gradito assaggio di gnocchetti trippa e pecorino, ottima la mano, piccoli, delicati e per nulla molli. Gli altri due secondi, bollito con sughetto di cipolle e 3 fegatelli di maiale, ho assaggiato entrambi e posso solo continuare con gli elogi alla cucina. Concludiamo anche se oramai sazi con assaggio di 3 dolci, tortino al cioccolato bianco, la famosissima e sempre ottima crema Maria Luisa e biscottini al vino.Ci viene offerto anche l'amaro riserva Braulio e due caffè. Il pasto è stato accompagnato da un vino rosso del Molise portato da noi (bonus la possibilità di portare il vino da casa) e un bianco dell'oste (vino bianco Casale Certosa vicino Pavona). Il conto è stato ridicolo e super ritoccato dall'oste che anche in questa occasione non ha risparmiato la sua famosa ospitalità. Non mancheremo presto di tornarci per deliziarci col nuovo menu in preparzione. Un posto davvero meritevole, sia per l'accoglienza, la cucina e la filosofia di offrire agli ospiti la possibilità anche di bere con ricarichi bassissimi sui vini, la lista tra l'altro riporta il prezzo di acquisto e il ricarico, una cosa rara e apprezzata.
Concludo con GRAZIE OSTE, GRAZIE MARISA E GRAZIE ANCHE AL LORO SIMPATICISSIMO FIGLIO...Continuate così!
Di seguito alcune foto dei piatti









mercoledì 12 marzo 2008

Pajata al forno


Ingredienti:

500 gr di pajata di agnello (se reperite quella di vitello è piùgrande e saporita)
2 carote
2 patate
1 cipolla rossa
vino bianco
sale e aromi (timo, rosmarino, alloro)
Da quando mi sono trasferita (ormai lontano settembre 2000) ho sempre cercato di assaggiare la cucina romana, essendo di origini marchigiane molti piatti si assomigliano, ma questo non l'avevo mai mangiato prima di qualche mese fa, rifarlo in casa non è facile perchè difficilmente lo trovi al supermercato, questa volta sono stata fortunata e ho voluto sperimentare. Premetto che io l'ho mangiata solo al sugo e allo spiedo sulla brace quindi ero completamente ignorante su come farla al forno, come pulirla e prepararla, per fortuna il mio "Talismano della Felicità" mi ha dato una mano. Innanzitutto si deve spellare, basta inciderla e la pelle tirando dovrebbe venire quasi via da sola, bisogna stare attenti per non far uscire il liquido interno, quindi si devono legare le due estremità con uno spago da cucina, in modo di avere tante grandi ciambelle (in cottura si riducono), va lavata e messa un po' a macerare in acqua e un goccino di aceto. Ieri la ricetta l'ho un po' inventata, però il risultato è stato ottimo. Ho sfumato una cipollina rossa tagliata sottile con del vino bianco e sale, ho aggiunto le carote e poi la pajata che avevo prima insaporito con sale e aromi ho saltato un po' in padella e prima di infornare ho aggiunto le patate che avevo precedentemente sbollenato e insaporito, in forno a 180° per mezzora circa, mescolando di tanto in tanto.
p.s: scusate le foto spero di riavere presto la mia macchinetta!