mercoledì 23 settembre 2009

Brioches con granella


Visto che sono costretta a casa per via dei lavori della cameretta ne ho approfittato per pasticciare in cucina e fare un dolcetto anche per gli operai. Si possono farcire a piacere oppure inzuppare al naturale nel latte.

Ingredienti:
1 cubetto di lievito di birra
180 ml di latte
120 gr di zucchero
80 gr di burro
1 uovo e 1 tuorlo
550 gr di farina (300 gr manitoba 250 gr "00")
miele e zucchero in granella
Sciogliere il lievito con il latte tiepido, aggiungere lo zucchero, le uova e il burro morbido, amalgamare con la frusta. Aggiungere la farina a poco a poco e per chi come me ha la fortuna di avere il kenwood cambiare frusta con quella a gancio. Continuare finchè l'impasto non è omogeneo e liscio. Lasciar lievitare un'ora abbondante. Riscaldare il forno a 180° sistemare le palline di impasto (precedentemente spennellatee con acqua e zucchero)sulla placca distanziate infornare nella parte più alta perchè il fondo delle brioches tende a cuocere prima e scurirsi troppo, potrebbe cambiare da forno a forno, io a metà cottura (8-9 min circa) le siatemo su una placca fredda e continuo la cottura per altri 10 minuti. Una volta sfornate spennellare leggermente con miele liquido e spolverare di zucchero in granella (facoltativo).

martedì 15 settembre 2009

I miei 30 anni a "El Celler de Can Roca" Girona

Da tempo avevo deciso che per i miei 30 anni avrei passato qualche giorno a Parigi che non ho mai visto, ma ho dovuto cambiare programma per le mie condizioni :). Ebbene si, molto probabilmente questo sarà l'ultimo post del mio blog, la mia testa da qualche mese è presa da altre cose, sto per realizzare il sogno della mia vita tanto agognato: a dicembre dovrei partorire la mia bambina. Visto che il 1 settembre quest’anno avevo più di un motivo per festeggiare alla grande io e mio marito abbiamo fatto una piccola pazzia, abbiamo preso l’aereo alla mattina e siamo tornati alla sera pranzando nel 5’ ristorante del Mondo!
Non è stato poi molto stancante e per l’esperienza lo rifarei ancora, ne vale davvero la pena, non solo per la cucina che è sorprendente, ma il servizio e l’organizzazione sono impeccabili.
Arriviamo alle 13.00 in punto e ci fanno attendere 10 minuti nel salottino d’ingresso prima di accompagnarci al tavolo.
Ci viene portato il menu in catalano (ovvio che riesco a decifrare poco o nulla) ma già sapevamo che avremmo scelto il menu più completo, il “festival”


Per quanto riguarda il vino, mio marito sceglie la degustazione al bicchiere, io naturalmente non bevo, o meglio ho sorseggiato poco dal suo.
Iniziamo con gli appetizer:

- Croccante di sesamo nero e gruè di cacao, carota con olio al tartufo estivo e fritto di spine di acciuga

- Pomodoro e tonno, cannolicchi al pesto con parmigiano e bonbon di piccione con Bristol Cream

- bonsai con olive verdi e nere candite, un’idea deliziosa, arriva in tavola un piccolo bonsai con attaccate delle olive candite legate da un fil di ferro da “cogliere” e gustare.

Qui ci viene portato il pane, il cameriere arriva al tavolo con un cestone di vari tipi di pane, all’albicocca, alle olive e noccioline, ai cereali, grissini, pane bianco, al burro e pomodoro, al burro e olio e ognuno sceglie quale tipo vuole farsi mettere nel piattino, inutile dire che erano tutti buonissimi.
Si inizia con il primo piatto del degustazione:
- zuppa di ciliegie con anguilla affumicata e gelato allo zenzero, questo mi ha lasciato un po’ perplessa, non ho capito se mi è piaciuto o no, forse la zuppa di ciliegie molto acre mi ha coperto il resto o l’ha contrastato troppo…
- cozze con roccia e vellutata di finocchio selvatico
- Gambero alla griglia, sabbia di gambero ed essenza di gambero, questo è stato strepitoso, gambero cotto al vapore e vicino della sabbia pare vera, lavorata e resa soffice sembrava dello zucchero soffiato!
- Tortilla di caviale di aringhe affumicato, una specie di seppia fatta di uovo, come l’ho tagliata è uscita una crema di aringhe e caviale deliziosa
- Sogliola alla brace, olio di oliva verde, finocchio, pinoli, bergamotto e arancia, filetto di sogliola da abbinare alle varie salse del piatto

- Escudella di baccalà, 3 pezzi di baccalà cucinati in 3 modi diversi.
- Agnello e pane e pomodoro, piccolo pezzetto di agnello accompagnato da 2 pezzi di pane bagnato al pomodoro e sormonato da una sottile pelle della carne, geniale.
- oca alla royale con composta di pesca, tortino di carne di oca e fegato grasso aromatizzato alla pesca, buonissimo e molto saporito.
Si passa ai dolci:
- melanzana alla griglia caramellata, la melanzana era adagiata sopra la carta pellicola del piatto che viene bucata e da cui esce il fumo aromatizzato.
- cromatismo verde, l'unico piatto il cui sapore non mi ha convinto, molto acidulo e troppa menta

- albicocca caramellata, perfetto per finire in modo delicato

Adesso arriva il bello, all’inizio del pranzo mio marito ha chiesto se potevamo avere una piccola tortina su cui mettere le 3 candeline che avevamo portato, ci avevano risposto che avendo riaperto quel giorno avrebbero fatto il possibile, e sono riusciti a fare l’impossibile! E’ arrivata una bellissima e buonissima tortina al cioccolato e mousse di cacao con frutti di bosco e pezzetti di oro alimentare! Davvero un compleanno indimenticabile!!!

Vini :
Albet I Noia Cava
Cava Gramona Rosat
Mineral Emrich -Schoenleber 08 Nahe
Finca Viladellops D.O. Penedès
Manzanilla en Rama Barbadillo Saca de Verano 09
Rocallis 04 Penèdes
Masia Carreras Blanc 07
Santbru 06 D.O. Montsant
Gneis
Ino Masia Serra
Scharzhofberger Kabinett 06 Mosel Saar Ruwer
Moscatell Cosecha Miel Casta Diva 07
Si finisce con cioccolatini accompagnati per mio marito da un pedro ximenez di 20 anni invecchiato.

Ci hanno fatto anche visitare la strepitosa cantina con 50.000 vini e 300 etichette.


Il conto totale è stato di 314 euro
125 per i due menu festival
52 euro la degustazione dei vini
12 euro per 3 bottiglie di acqua
La torta non compare sul conto.

El Celler de Can Roca
Can Sunyer 48 – Girona tel 0034 972 222 157
www.cellercanroca.com

lunedì 11 maggio 2009

Torta allo yogurt cacao e pere (Auguri mamma!)




Questa ricetta la dedico alla mia mamma, lo so che la festività è appena trascorsa, vorrà dire che potrebbe essere un suggerimento per il prossimo anno!


La ricetta è molto semplice e il risultato è buono e leggero!




Ingredienti:
3 uova
1 vasetto di yogurt (io ho usato quello alla vaniglia)
1 pera grande oppure due più piccole
100 gr di zucchero
30 gr di burro morbido
200 gr di farina 00
latte s.q.
30 gr circa di cacao in polvere
1/2 bustina di lievito

Procedimento:
Sbattere i tuorli con lo zucchero, aggiungere lo yogurt e il burro, la farina pian piano e gli albumi montati a neve, se l'impasto risultasse un po' troppo duro aggiungere qualche cucchiaio di latte, il cacao e il lievito con l'ultimo vasetto di farina, amalgamare bene, versare l'impasto in una teglia ricoperta di carta forno e inserire i pezzi di pera tagliara a spicci in verticale, infornare a 160° per 45 min circa, lasciar raffreddare e servire con una spolverata di zucchero a velo.

giovedì 7 maggio 2009

Ristorante Pipero - Albano Laziale

Sabato 2 maggio a pranzo abbiamo deciso di anticipare di una ventina di giorni il festeggiamento del ns quarto anniversario e visto che era un po’ di tempo che volevamo andare a trovare Alessandro telefoniamo e prenotiamo un tavolo da Pipero. Inutile che mi soffermo sulla simpatia e l’impeccabile servizio di Alessandro che non solo ci ha intrattenuto piacevolmente per tre ore, ma ha anche coccolato Luca al bicchiere, facendo assaggiare dei vini grechi molto buoni (purtroppo non posso dare un vero parere critico perché li ho quasi solo annusati J).
Abbiamo visionato il menu mentre ci vengono offerti dei grissini e salsiccia al finocchio, decidiamo per il menu degustazione di 9 portate che sarà uguale per entrambi tranne che per il secondo e per il dolce.
Iniziamo con un appetizer


- fave, pecorino e schiuma all'olio d'oliva, un calice con fave fresche e sopra un’emulsione all’olio d’oliva e pecorino, perfetto connubio tra dolce e salato.


- creme brulè di baccalà e cacao amaro, bel piatto, anche qui gioco di contrasto di sapori perfettamente riuscito

- tartare di manzo fassona, mai mangiata una tartare più buona, si scioglieva in bocca, dolce e tenera, materia prima eccezionale!


- guancia di maiale in tempura, gelato di acciuga e pomodoro confit, due bocconcini di maiale fritti alla perfezione accompagnati da una pallina di gelato all’acciuga davvero molto buono, un sapore mai provato, qui la mano dello chef inizia a farsi davvero notare.

- chiao tzu al vapore di ricotta e carciofi con maionese aromatica, due ravioli di pasta sottilissima, uno di ricotta e l’altro ripieno di carciofi su di una crema di maionese delicata.

- consommè alla liquirizia e tortellini di lingua, perfetto l’accostamento, credevo che la liquirizia potesse coprire il sapore e invece esaltava perfettamente la sapidità del ripieno.

- ravioli di baccalà, succo d'uva e maggiorana, il baccalà si sentiva nitidamente, segno che l’impasto fosse 100% baccalà e veniva leggermente smorzato dalla dolcezza del succo d’uva, buonissimi.

Perr me:

- manzo ai mirtilli e spinaci croccanti, due teneri e rosati medaglioni di manzo addolciti dalla salsa di mirtilli, cottura perfetta
Per Luca

- cremoso di zafferano, cipollotto e patate con animelle di vitello rosolate
pre dessert :


- crepes suzette, una pallina di gelato alla vaniglia, sormontata da due strisce, simili a tagliatelle di pasta e piccoli frutti di bosco
Per me


- cilindro di ricotta e gelato di zabaione, un cilindro di cioccolato ripieno di morbita mousse di ricotta accompagnato da una pallina di gelato allo zabaione
Per Luca:



- rigatone di pastiera e gelato al latte di capra, un cilindro dove si sentiva nitidamente il grano cotto e la ricotta accompagnato da una pallina di gelato di capra


Piccola pasticceria: mini ciambelline al vino e pezzettini di croccante alle mandorle.
Vini in abbinamento:
calanchi di d'amico viterbo 2007 chardonnay les cretes 2005 cuveè bois late harvest alpha estate 2006 grecia syrah 2006 alpha estate
La cucina è perfettamente equilibrata, nessun sapore troppo forte, i sapori che si sposano alla perfezione, si percepisce lo studio dietro ad ogni piatto, nonostante le tante portate non ti senti pesante, soddisfatto e con buon sapore in bocca, merito anche del pane, sempre molto neutro, due tipi, focaccina e paninetti al burro. Alessandro è stato molto gentile a scegliere la degustazione per Luca e metteva sempre un piccolo assaggio anche a me. Il locale era tutto per noi ed è davvero incredibile che non abbia ancora così tanti clienti, non sono un critico gastronomico che posso permettermi di decretarlo miglior ristorante del Lazio, ma ammetto che la mano dello chef mi ha positivamente impressionato, non credevo che un ragazzo così giovane ci avrebbe impressionato e deliziato a tal punto. Con l’esperienza di Pipero e la bravura di Danilo Ciavattini abbiamo ad Albano un perfetto connubio tra impeccabile servizio e cucina di alto livello.Conto totale 210, 160 i due menu degustazione e 50 tra vino ed acqua

sabato 25 aprile 2009

Ristorante Iolanda

Dopo un periodo movimentato e anche un po’ casalingo ci deliziamo con una cenetta fuori e la scelta ricade su questo ristorante che volevamo visitare già da un po’. Arrivarci non è semplicissimo perché si trova in una via defilata, ma il locale è molto carino e romantico, pochi tavoli, arredamento sobrio ed elegante. In sala due ragazzi, servizio puntuale e gentile in linea con il livello del locale e della cucina. Ci viene servita l’acqua e il menu, evitiamo il degustazione e andiamo alla carta. Dalla carta dei vini (non molto fornita, ma con una buona possibilità di scelta) scegliamo un sassella Valtellina superiore (100% nebbiolo) del 2004.
Arriva il primo appetizer, un arancino e il buono e vario cestino del pane.

Secondo appetizer fagottino di ricotta di bufala e melanzane, molto delicato.
Il mio primo antipasto, decisamente delizioso : cappesante arrosto su crema parmantier e caviale di fondo di vitello, cotte alla perfezione, morbide e saporite
Per mio marito il gran crudo di Sicilia costituito da un’ostrica, due gamberi di ponza, due scampi, una tartare di pesce stella e un carpaccio di ricciola.
Indecisa fra due antipasti la mia scelta ricade su: pancetta di maiale cotta a bassa temperatura con creme brulè di gorgonzola ed asparagi, alla fine ho scelto quello sbagliato, questo è stato l’unico piatto non riuscito e che purtroppo non ho toccato a parte la creme brulè davvero delicata nonostante il gorgonzola, ma il pezzo di pancetta era molto grasso, sembrava un cubo di lardo, mio marito l’ha mangiato, ma anche lui amante del maiale è convenuto con me sulla pesantezza del piatto.
Per fortuna mi sono rifatta assaggiando la scelta di Luca che invece si è rivelata davvero azzeccata: raviolo con baccalà e n’duja, salsa greca di melanzane,croccante di pane al pomodoro, 5 ravioli di pasta tirata alla perfezione, ripieno corposo e delicato perfettamente esaltato dalla giusta dose di piccante.

Arriva il piatto che più di tutti mi ha entusiasmato:
Filetto di triglia con scaloppa di foie-gras, ricotta e liquirizia in pasta Kataifi, semplicemente perfetto.

Mio marito invece come secondo piatto sceglie un antipasto: tartare di fassona con bon bon fritto di parmigiano.
Per terminare in dolcezza oramai sazi decidiamo di dividerci un dolce, ci arrivano comunque due pre-dessert: il kinder cereali rivisitato, una piccola crema al ciocclato bianco con sopra cioccolato al latte e cereali, il sapore è proprio lo stesso della famosa merendina, ma decisamente più buono.

Arriva il dolce da dividerci, con due cucchiaini: creme cannolo brulè, 3 piccole creme brulè, al pistacchio, al cioccolato e alla ricotta con sopra dei mini cannoli, davvero buono e particolare.
Piccola pasticceria, ringraziamenti alla simpatica e brava Catia e ci rimettiamo in viaggio. Decisamente un posto valido, la cucina è interessante con con materie prime di ottima qualità.
Conto totale 175, 25 vino, 6 acqua.

Ristorante Iolanda
Via del Fontanile Arenato 155/157
Tel 06-66041905
Chiuso mercoledì
www.iolandaristorante.it

giovedì 26 marzo 2009

Torta di riso al pompelmo rosa



Spesso mi diverto a sperimentare ricette regionali, in questo periodo sto andando spesso a Firenze, i cui piatti più conosciuti sono soprattutto primi o secondi, ma ho scoperto che oltre alla schiacciata dolce, ai cantucci ecc...un dolce tipico è la torta di riso che non ho mai assaggiato, di ricette ce ne sono molte, io ho cercato di fare la mia, inserendo un ingrediente d'eccezione, il pompelmo rosa, un po' per smorzare "l'estrema dolcezza" della torta con un retrogusto legermente amarognolo e un po' per sfruttare il buonissimi frutti dell' albero della mia vicina di casa.

Ingredienti:
150 gr di riso
500 gr di latte
4 uova (2 tuorli e 2 albumi)
succo di pompelmo rosa
150 gr di zucchero
4 cucchiai di farina
2 cucchiaini di lievito



Procedimento
Cuocere il riso nel latte (io ho usato il buonissimo Vialone nano di Calo Zaccaria) , fino a completo assorbimento, deve diventare tipo risotto, quindi lasciarlo raffreddare. Nel frattempo sbattere i tuorli con lo zucchero e montare gli albumi a parte. Aggiungere il riso ai tuorli e allo zucchero, mescolare bene, aggiungere il succo del pompelmo, la farina con il lievito e gli albumi montati pian piano mescolando dal basso verso l'alto. Versare il composto in una teglia non molto alta, io ho usato una rettangolare più o meno 20X30, ma una tonda di 20 cm di diametro è perfetta. Infornare a 160° per 35-40 min circa, lasciar raffreddare, spolverare di zucchero a velo e servire.

Con questa ricetta partecipo al concorso
Ci Piace un succo

domenica 22 marzo 2009

Ristorante Al Pugnalone da Francesco e Mara

Era da molto tempo che volevo conoscere di persona Mara e suo marito Francesco e nonostante il primo giorno di primavera registrava temperature polari ci siamo fatti 200 km...ma ne è valsa la pena! Ci accoglie subito Mara con la sua simpatia, ci fa visitare il ristorante che è davvero molto bello, risale al 1200 tutto in pietra, con delle belle volte suggestive, molto romantico e caldo. Ci accomodiamo, visionamo il menu e vorremmo provare tutto, ci sono anche 3 menu degustazione, uno del territorio a 32 euro, uno a 40 e "nelle mie mani" su cui cade la nostra scelta a 45. Il menu poteva essere di pesce o di carne, noi chiediamo un mix e non solo veniamo accontentati, ma addirittura viziati, lo chef da solo in cucina riesce a stupirci con 2 menu di carne e pesce differenti e per noi è una goduria perchè possiamo provare più piatti. Scegliamo comunque un vino rosso e sotto consiglio di Mara la nostra scelta ricade su Tizzonero La Carraia 2005, davvero molto buono.
Arriva a tavola il cestino del pane, con cornetti morbidi, pane di grano duro schiacciato, focaccia e dei buonissimi grissini.
Francesco sapendo la mia passione per la ricotta mi prende subito in parola e iniziamo con



- 2 lumache di vigna avvolte nella pancetta adagiate sopra un cucchiaio di ricotta, purtroppo le lumache sono tra le poche cose che proprio non sono mai riuscita a mangiare, ma mio marito ha apprezzato molto.


- mi rifaccio con l'altro piatto, molto simile a quello sopra, ma al posto delle lumache due code di gamberi, materia prima ottima, sia il pesce che la delicatissima ricotta.
-Si continua con flan con carciofi croccanti sopra su un fondo di pecorino fuso e a scaglie, il pecorino era giustamente saporito e riusciva a non coprire nessun sapore.

- Altro flan semplice con sopra dei totanetti e calamaretti appena scottati e una salsa (credo al miele, ma la memoria potrebbe fare brutti scherzi), questo è stato il piatto che mi ha entusiasmato di meno, forse si sentiva un po' troppo l'uovo che copriva il pesce.
- Arriva uno dei piatti migliori del pranzo, una scaloppa di foie gras con nocciole sbriciolate in mezzo a due fette di mela caramellate e una salsa al miele.

- Tartare di chianina con ovetto di quaglia e tartufo, il trionfo dell'ottima materia prima, nonostante mi aspettassi un sapore forte, il piatto era equilibratissimo.
Arrivano i primi, per me
- cannoli croccanti ripieni di ricotta con pomodoretto ed emulsione di mozzarella di bufala, favolosi.
- Per mio marito vermicelli con cozze e carciofi ( che dall'entusiamo si è dimenticato di fotografare il piatto, ma non di pulirlo e di mangiare un mio cannolo!)
- Si prosegue con tagliata di tonno con giardiniera e pomodorini, cotta alla perfezione, si scioglieva in bocca. - L'altro secondo è davvero spettacolare: tortino di carne chianina con tartufo sopra un fondo di zuppetta di fagioli del purgatorio.
Chiudiamo con i dolci per me -Tortino di pan di spagna con un velo di crema e fragole, delicato e perfetto come chiusura pasto.

-Per Luca un enorme "cappuccino", un bicchiere con crema al cioccolato fondente, cacao panne e sopra nocciole sbriciolate e cioccolato, davvero un peccato di gola.

Lo chef per la paura che non fossimo abbastanza sazi ci omaggia anche di un bignè caramellato alla crema (se non fossi stata davvero piena gli avrei chiesto una tazza di quella crema divina da portare a casa :-D) .

' stato un pranzo piacevolissimo, la cucina ci ha sorpreso, sapevamo che avremmo mangiato bene, ma non credevamo davvero così bene, lo chef è molto in gamba ed è incredibile che riesca a fare tutto in cucina da solo. Se volete passare un paio di ore piacevolissime mettetevi nelle mani di Francesco e fatevi coccolare dalla simpatia di Mara...
Il conto è stato di 110 euro
90 i due menu
15 il vino e 5 l'acqua (ottimo rapporto qualità/prezzo)
Ristorante Al Pugnalone
via P.A. Salimbeni 1
Acquapendente (VT)
Tel 0763 711252